L’Unione Europea lancia la missione Aspides nel Mar Rosso, il cui comando operativo è affidato all’Italia

2024 02 27 Articolo Mar Rosso Nave Fasan

Il 19 febbraio l’Unione Europea ha annunciato il varo della missione navale EUNAVFOR Aspides nel Mar Rosso, a difesa delle unità navali mercantili in transito nell’area dal rischio degli attacchi da parte dei ribelli yemeniti Houthi. È stato stabilito che la sede del comando di missione sarà in Grecia, nella città di Larissa, mentre l’Italia avrà il comando delle operazioni, e che l’area di interesse di Aspides si estenderà nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden e nel Mare Arabico, con la possibilità di un’espansione sino al Golfo Persico. Partecipano alla missione l’Italia, la Germania, la Grecia, la Francia e il Belgio, mentre è stato stabilito che Aspides ingloberà al suo interno la preesistente missione europea Emasoh e avrà durata iniziale di un anno, con la possibilità di essere rinnovata se necessario dal Consiglio degli Affari Esteri dell’Unione Europea.

La natura della missione sarà difensiva, sebbene dotata della capacità di rispondere alle minacce, e non prevede di colpire il territorio yemenita dal quale provengono gli attacchi, a differenza dell’omologa missione a guida statunitense Prosperity Guardian. Non farà parte della missione Aspides, almeno per il momento, la Spagna, che ha sempre manifestato la propria contrarietà alla possibilità di un dispiegamento militare nell’area, mentre è possibile che le unità danesi e olandesi già nella regione e impegnate nell’ambito della missione Prosperity Guardian possano aggregarsi nel prossimo futuro. Hanno espresse infine interesse per un possibile coinvolgimento anche la Romania e l’Albania

In attesa della formale approvazione da parte del parlamento, l’Italia ha già inviato nel Mar Rosso la fregata Virginio Fasan (F 591), che sarà poi sostituita dalla Federico Martinengo (F 596), alle quali si aggiungerà a breve il cacciatorpediniere Caio Duilio (D 554) e, con ogni probabilità, anche una componente aerea dotata di velivoli G550 Caew del 14° Stormo dell’Aeronautica Militare per svolgere compiti di sorveglianza aerea.

La Grecia ha approvato la propria partecipazione alla missione navale il 26 febbraio, e lo stesso giorno la fregata Hydra (F- 452, classe MEKO 200 NH) della marina militare ellenica ha lasciato il porto del Pireo per dirigersi verso l’area di operazioni nel Mar Rosso, dove conta di essere pienamente operativa entro una settimana circa.

È presente in aerea d’operazione anche la fregata belga Marie Louise (F 931) mentre la Francia ha dichiarato di essere pronta a mettere a disposizione della missione la fregata Alsace (D 656), già impegnata in operazioni nell’area, e alla quale potrebbe a breve unirsi la fregata Languedoc (D 653). Entrambe sono già impegnate attivamente nella protezione dei convogli navali e hanno fronteggiato alcuni lanci missilistici e di droni.

Già presente e pienamente operativa nell’area è la fregata tedesca Hessen (F 221), che il 27 febbraio ha respinto con successo due attacchi sferrati dagli Houthi con altrettanti droni di modello non specificato, che sono stati intercettati e abbattuti a distanza di sicurezza dalla nave. Secondo quanto comunicato dal portavoce del ministero della Difesa tedesco il primo dei due UAV è stato intercettato dal sistema di difesa aera della nave alle prime ore della sera e poi abbattuto mediante l’impiego del cannone da 76 mm in dotazione alla nave. Un secondo UAV è stato poi lanciato contro la nave circa 20 minuti dopo e, una volta intercettato, è stato abbattuto dal sistema di difesa a corto raggio RIM-116 Rolling Airframe Missile.

La fregata Hessen è stata tuttavia interessata da un controverso incidente lo stesso giorno, quando ha nuovamente individuato attraverso i propri radar un nuovo drone in volo e, dopo aver verificato con gli Stati Uniti che non fosse parte del dispositivo della contestuale missione Prosperity Guardian, ha definito come ostile la minaccia e aperto il fuoco lanciando due Standard Missile-2 contro l’obiettivo. Entrambi i missili, a causa di un non meglio precisato guasto hanno mancato l’obiettivo, che è tuttavia poco dopo risultato essere un MQ-9 Reaper americano in volo di ricognizione. L’episodio, che è stato definito dal ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius come gestito in modo corretto dall’unità navale Hessen, ha comunque imposto l’organizzazione di un immediato coordinamento tra le unità delle diverse missioni presenti nell’area, per impedire che incidenti di natura simile possano ripetersi in futuro.

È nel frattempo affondata in prossimità dello Stretto di Bab el Mandeb la nave mercantile Rubymar, battente bandiera del Belize e colpita lo scorso 18 agosto da un missile anti-nave che ha determinato gravi danni costringendo l’equipaggio ad abbandonarla.

Sembrerebbe essere ancora ferma al largo delle coste settentrionali del Somaliland, infine, la nave raccolta intelligence iraniana Behshad, sospettata di aver fornito ripetutamente agli Houthi le coordinate per il targeting delle navi mercantili nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, ma che avrebbe subito un attacco elettronico da parte degli Stati Uniti il 15 febbraio scorso, subendo danni che sembrano essere stati poi risolti nei giorni successivi.

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